Pilates e golf

Nov 06, 2012 No Commenti by

Il golf è uno sport unilaterale, nel senso che si ruota sempre dallo stesso lato, si colpisce la palla e si ruota sempre dalla stessa parte: il corpo pertanto non è messo nelle condizioni di tenere una posizione bilanciata.
Il Pilates può diventare un sostegno importante per la preparazione del golfista (quando non è in attività), per il suo rafforzamento muscolare e per far lavorare anche quei muscoli meno utilizzati.
Una buona pratica di Pilates può fornire e ampliare la consapevolezza dei movimenti che si stanno compiendo e generare una maggiore attenzione dei muscoli coinvolti nel movimento, soprattutto dei rotatori e degli obliqui, i più usati.

Si può strutturare il lavoro concentrandosi su un punto del corpo preciso: in tal senso l’utilizzo delle macchine, si fa rilevante.
Il V2maxplus permette di lavorare sulla parte superiore del corpo: le corde che passano dalle carrucole, montate a loro volta sopra la struttura verticale, simulano il tiro dall’alto.
Sarà possibile eseguire esercizi in piedi sul carrello, con la superficie d’appoggio destabilizzante, perturbante per il corpo, perché mobile. Lavorare su una superficiale instabile è importante perché metterà il golfista nella necessità di trovare la stabilità in condizione di precarietà. Le superfici instabili sfidano il corpo a trovare il centro e la stabilità degli arti.
Si usa tutto il corpo, iniziando dalla rotazione, per flettere anche solo leggermente il corpo e aggiungere forza al braccio.
Questo esercizio è utilissimo perché prepara, rafforza i muscoli della rotazione, al tempo stesso tonifica e fortifica quelli meno usati, con un effetto benefico di equilibrio del corpo. Con il Pilates il golfista acquisisce la consapevolezza rispetto al movimento che ripeterà ciclicamente: la rotazione (molteplice e ripetuta nel golf, lo swing è di per sé una rotazione).
Rotazioni eccessive e senza controllo rischiano di spostare troppo le vertebre una sull’altra e, o addirittura di generare una protrusione sui dischi. Il muscolo profondo che deve essere allenato per gestire queste sollecitazioni è il multifido, le rotazioni devono avvenire dal centro con la contrazione degli obliqui.
Soprattutto con i principianti del tappeto verde è fondamentale rafforzare il loro tono muscolare, e contemporaneamente renderli consapevoli delle azioni che stanno compiendo. Si lavora affinché il cliente arrivi a sentire i muscoli profondi, lavorando su quelli più superficiali, impegnati nel movimento più grosso, più evidente ed esplosivo.

Il golfista, per la posizione che abitualmente tiene nel gesto atletico, ha le spalle in avanti con i muscoli tra le scapole molto allungati.
Lavorare sui muscoli posteriori delle spalle e sulle scapole diventa fondamentale soprattutto nei periodi di sosta dalla pratica del golf. Il golfista si trova nell’atto del suo swing ad avere le anche e le ginocchia flesse: per questo si deve lavorare sul rafforzamento dei muscoli della schiena, perché il protrarsi di queste posizioni porta a un sovraccarico della zona lombare, e danneggia le ginocchia. E’ importante lavorare su adduttori e abduttori che tengono il bacino stabile sopra i femori: si dovrà lavorare anche sulla catena posteriore e laterale.
Si dovranno rafforzare gli estensori toracici perché il golfista, stando chinato tutto il tempo, ha bisogno di una buona tenuta di questi muscoli e del gluteo (un muscolo antigravità), in caso contrario si andrà a sovraccaricare la schiena e la delicata zona lombare.

 

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